Il movimento e la musica si svolgono entrambi nel tempo e nello spazio. Attraverso il corpo che si muove, si acquisisce la musicalità. che è data dall'ascolto di sé, dei propri ritmi (il battito cardiaco, il respiro).
Per il bambino è istintivo lasciar fluire dentro di sé la musica e "lasciarsi andare", adattando il proprio movimento al ritmo. Se la musica è per il danzatore un ulteriore mezzo per manifestare le proprie emozioni, per il bambino essa costituisce un nuovo stimolo, un incentivo per la sua danza personale.
Nel Giocodanza la musica non accompagna semplicemente la lezione, ma diviene talvolta una vera attività che si svolge con i suoni: ascoltare, danzare, suonare, immaginare,..
La musica aiuta il gioco: è un nuovo stimolo creativo in quanto costituisce un ulteriore veicolo di espressione, è un mezzo che favorisce la creatività e lo scaturire di emozioni.
La musica riveste un ruolo importante nel gioco corporeo ed è un supporto fondamentale per la lezione, di conseguenza la sua scelta deve essere accurata. Bisogna tener conto del gusto dei bambini,scegliendo cantilene, colonne sonore di cartoni animati, canzoncine e filastrocche,..
E' fondamentale educare i bambini all'ascolto, non solo per far notare stili e generi musicali diversi, ma facendo loro comprendere anche le sensazioni che la musica suscita.
"Il bambino canta prima ancora di parlare,
balla prima di camminare.
La musica è nei nostri cuori sin dall'inizio."
(Paul Brown)
mercoledì 24 luglio 2013
Lo spazio e la sala di danza
Fino ai tre anni lo spazio è per il bambino, un luogo che non ha né forma né dimensioni ed il suo corpo costituisce l'unico punto di riferimento. Successivamente egli entra in contatto con i rapporti di vicinanza e di lontananza e più tardi lo spazio si configura come qualcosa di più concreto e vengono compresi concetti come davanti-dietro, in alto-in basso, dentro-fuori vicino-lontano, sopra-sotto,..
Il bambino imparerà a valutare l'orientamento nello spazio, ossia le direzioni, non solo del movimento ma anche del corpo, che dal suo spazio personale lo relaziona allo spazio circostante, ai suoi compagni o agli oggetti.
La sala di danza è un luogo vuoto da riempire. Ognuno di noi lo riempie con il suo corpo occupando una parte: questo è lo spazio personale, che ci racchiude. Intorno a noi abbiamo lo spazio generale, che ci circonda o nel quale possiamo spostarci.
La sala di danza è un piccolo mondo per gli insegnanti dove gli allievi rappresentano la società: qui si prende coscienza che insieme a noi ci sono gli altri, altre persone da rispettare, con le quali poter giocare, ma sempre osservando le regole.
Nel Giocodanza, l'utilizzo dello spazio all'interno della lezione è vario. Si usa spesso far disporre gli allievi in ordine sparso: questo perchè non solo si impara a riempire con ordine tutto lo spazio a disposizione, ma soprattutto perché ciascun bambino può mettersi dove vuole, sentendosi a proprio agio.
La sala di danza può essere suddivisa in più spazi, ognuno con una sua specifica funzione. Si potrebbe dunque creare uno spazio per fantasticare, uno dove verranno depositati gli oggetti e uno spazio per l'attività motoria, uno spazio per il rilassamento e anche uno dove poter parlare.
Il bambino imparerà a valutare l'orientamento nello spazio, ossia le direzioni, non solo del movimento ma anche del corpo, che dal suo spazio personale lo relaziona allo spazio circostante, ai suoi compagni o agli oggetti.
La sala di danza è un luogo vuoto da riempire. Ognuno di noi lo riempie con il suo corpo occupando una parte: questo è lo spazio personale, che ci racchiude. Intorno a noi abbiamo lo spazio generale, che ci circonda o nel quale possiamo spostarci.
La sala di danza è un piccolo mondo per gli insegnanti dove gli allievi rappresentano la società: qui si prende coscienza che insieme a noi ci sono gli altri, altre persone da rispettare, con le quali poter giocare, ma sempre osservando le regole.
Nel Giocodanza, l'utilizzo dello spazio all'interno della lezione è vario. Si usa spesso far disporre gli allievi in ordine sparso: questo perchè non solo si impara a riempire con ordine tutto lo spazio a disposizione, ma soprattutto perché ciascun bambino può mettersi dove vuole, sentendosi a proprio agio.
La sala di danza può essere suddivisa in più spazi, ognuno con una sua specifica funzione. Si potrebbe dunque creare uno spazio per fantasticare, uno dove verranno depositati gli oggetti e uno spazio per l'attività motoria, uno spazio per il rilassamento e anche uno dove poter parlare.
lunedì 22 luglio 2013
Il ruolo dell'educatore
L'insegnante è colui che guida gli allievi, fornisce loro gli strumenti ma fa in modo che essi sperimentino da soli. Ha la capacità di osservare cogliendo il positivo e il negativo delle varie situazioni e sarà dunque in grado di intervenire al momento giusto. La figura dell'educatore ricopre un ruolo fondamentale, è una guida, un compagno di giochi: nel Giocodanza l'insegnante spesso partecipa attivamente alla lezione, giocando con i bambini; questo a loro piace molto e li rende più disponibili anche all'accettazione di regole.
E' compito dell'insegnante far capire che affinchè un gioco riesca dobbiamo rispettarne i codici.
L'educatore non è una figura impositiva: si propone, non si impone; il suo ruolo non è pertanto intrusivo.
Egli fornisce degli input, motiva gli allievi con la sua presenza e fa si che essi siano spinti a lavorare con il piacere di fare e con la volontà di realizzare. Non deve inoltre evitare le difficoltà che gli allievi possono incontrare, ma guidarli affinchè trovino da soli la strada per superarle.
Il clima di lavoro deve essere di fiducia e di sicurezza. Fornendo stimoli e proposte, l'insegnante fa in modo che sia il bambino stesso, attraverso l'esplorazione di sè, a conquistare la sua creatività. In tal modo sarà coinvolto in prima persona e la sua partecipazione alla lezione sarà attiva.
La libertà di espressione è importante, ma ciò potrebbe significare anche confusione e approssimazione. Compito dell'educatore è far in modo che i bambini avvertano in tutto ciò che fanno rigore e disciplina, facendo comprendere loro che ci sono delle regole da rispettare.
L'educatore per primo deve provare gioia in quello che fa. Il piacere che i piccoli allievi trasmettono costituisce per gli educatori uno stimolo, un incentivo alla crescita del processo educativo.
L'insegnamento non è un monologo, ma un dialogo che non ha mai fine.
E' compito dell'insegnante far capire che affinchè un gioco riesca dobbiamo rispettarne i codici.
L'educatore non è una figura impositiva: si propone, non si impone; il suo ruolo non è pertanto intrusivo.
Egli fornisce degli input, motiva gli allievi con la sua presenza e fa si che essi siano spinti a lavorare con il piacere di fare e con la volontà di realizzare. Non deve inoltre evitare le difficoltà che gli allievi possono incontrare, ma guidarli affinchè trovino da soli la strada per superarle.
Il clima di lavoro deve essere di fiducia e di sicurezza. Fornendo stimoli e proposte, l'insegnante fa in modo che sia il bambino stesso, attraverso l'esplorazione di sè, a conquistare la sua creatività. In tal modo sarà coinvolto in prima persona e la sua partecipazione alla lezione sarà attiva.
La libertà di espressione è importante, ma ciò potrebbe significare anche confusione e approssimazione. Compito dell'educatore è far in modo che i bambini avvertano in tutto ciò che fanno rigore e disciplina, facendo comprendere loro che ci sono delle regole da rispettare.
L'educatore per primo deve provare gioia in quello che fa. Il piacere che i piccoli allievi trasmettono costituisce per gli educatori uno stimolo, un incentivo alla crescita del processo educativo.
L'insegnamento non è un monologo, ma un dialogo che non ha mai fine.
domenica 16 giugno 2013
Il bambino e gli oggetti
Nel Gioco Danza viene data importanza all'uso di oggetti che, introdotti nelle lezioni e trasformandosi in attrezzi-giocattolo, forniscono ai piccoli allievi degli input e stimoli per la loro immaginazione.
L'oggetto è un qualcosa di concreto che il bambino può vedere, toccare, usare, esplorare.
Vi sono due tipi di attrezzi-giocattolo: quelli semplice, che riguardano la vita quotidiana; e i materiali dell'attività psico-motoria. Per il bambino l'attrezzo è come un giocattolo che stimola la sua fantasia, in quanto favorisce idee e stimoli creativi. Se gli oggetti attirano l'attenzione dei bambini, prima ancora stimolano il loro spirito di osservazione. Osservando il materiale di diversi oggetti e le sue qualità, e invitandolo a muoversi con le sue caratteristiche, il bambino viene introdotto ai concetti di dinamica e di energia. Dunque la funzione degli attrezzi-giocattolo è invitare gli allievi all'attività, sia mentale che fisica; dall'oggetto nasce l'idea e quest'ultima si concretizza poi in una situazione. Il loro uso è importante non solo perchè rendono la lezione più varia e divertente, ma anche perchè orientano le azioni e le interazioni, favorendo lo sviluppo di idee.
Il bambino quando usa l'oggetto parte dal suo vissuto, utilizzando le sue conoscenze e la sua esperienza. Le informazioni che riceve andranno ad arricchire il suo bagaglio di competenze e di conoscenze, aiutandolo nel suo percorso formativo.
L'oggetto è un qualcosa di concreto che il bambino può vedere, toccare, usare, esplorare.
Vi sono due tipi di attrezzi-giocattolo: quelli semplice, che riguardano la vita quotidiana; e i materiali dell'attività psico-motoria. Per il bambino l'attrezzo è come un giocattolo che stimola la sua fantasia, in quanto favorisce idee e stimoli creativi. Se gli oggetti attirano l'attenzione dei bambini, prima ancora stimolano il loro spirito di osservazione. Osservando il materiale di diversi oggetti e le sue qualità, e invitandolo a muoversi con le sue caratteristiche, il bambino viene introdotto ai concetti di dinamica e di energia. Dunque la funzione degli attrezzi-giocattolo è invitare gli allievi all'attività, sia mentale che fisica; dall'oggetto nasce l'idea e quest'ultima si concretizza poi in una situazione. Il loro uso è importante non solo perchè rendono la lezione più varia e divertente, ma anche perchè orientano le azioni e le interazioni, favorendo lo sviluppo di idee.
Il bambino quando usa l'oggetto parte dal suo vissuto, utilizzando le sue conoscenze e la sua esperienza. Le informazioni che riceve andranno ad arricchire il suo bagaglio di competenze e di conoscenze, aiutandolo nel suo percorso formativo.
mercoledì 12 giugno 2013
L'importanza dell'attività motoria per i bambini
L'attività motoria è fondamentale per il bambino ed è un'attività spontanea: per lui infatti è naturale saltare, muoversi a tempo di musica, correre, ... Il corpo è il primo mezzo di comunicazione: con il corpo egli esplora, comunica, si relaziona; per il bambino infatti è molto più facile esprimersi attraverso il linguaggio del corpo, che è un'attività espressiva in quanto nasce da un sentimento, da un'idea. L'attività fisica è dunque necessaria: soprattutto tra i 3 e i 6 anni, questa si rivela fondamentale per la formazione del carattere del bambino e per lo sviluppo delle sue attività cerebrali. E' importante considerare il bambino nella sua globalità, in situazione statica o in movimento, in rapporto con le diverse parti del corpo e nei rapporti con lo spazio circostante, gli oggetti e le persone. Il movimento è una necessità fisiologica per qualsiasi bambino, è parte integrante del suo processo di sviluppo. Il movimento favorisce una crescita corporea armonica, fisica e psicologica, aumenta l'agilità, migliora l'autostima e il senso di benessere, favorisce l'apprendimento. Un bambino attivo diventerà quasi sicuramente un adulto attivo e sano.
lunedì 10 giugno 2013
Cos'è il Gioco Danza
La danza è arte, disciplina, tecnica. Ma è soprattutto una forma di espressione: il gesto è il primo modo per comunicare. La danza è dunque una forma di espressione naturale e spontanea. Giocare d'altro canto, richiede attenzione e controllo, coinvolge emotivamente, stimola il rapporto con gli altri, favorendo la collaborazione e lo spirito del gruppo. Nell'esperienza di gioco si acquisiscono anche abilità sociali. Il gioco diventa dunque il mezzo più idoneo per esplorare e conoscere tutto ciò che in seguito diventerà il bagaglio per la conoscenza della tecnica vera e propria. Imparare giocando, porta il bambino a ricercare la qualità del movimento, lo spinge a fare sempre meglio. Con il Gioco Danza, grazie all'introduzione di esercizi-gioco, il bambino ha un approccio spontaneo con la danza, perchè è proprio attraverso l'attività ludica che il bambino esplora, conosce, per arrivare poi ad esplicare le sue capacità.
...il bambino che non gioca non è un bambino,
ma l'adulto che non gioca ha perso per sempre
il bambino che è dentro di sè...
(Pablo Neruda)
...il bambino che non gioca non è un bambino,
ma l'adulto che non gioca ha perso per sempre
il bambino che è dentro di sè...
(Pablo Neruda)
sabato 8 giugno 2013
Gioco Danza
Insegno da poco danza a bimbe dai 3 ai 4 anni. Ricordo la prima lezione...erano timide, silenziose, impacciate! Ma dopo poco tempo si è creato un legame stupendo tra allieve e maestra, fondamentale per portare a termine un lavoro difficile ma pur sempre ricco di emozioni! Essendo cosi piccole, le lezioni si svolgono con vari giochi che permettono di sviluppare la motricità, la coordinazione, il rapporto con lo spazio e con gli altri. Tutto questo sempre attraverso la musica, fondamentale per loro che già da cosi piccoline devono cercare di ascoltare il ritmo, imparare a contare, sentire la musica. La danza non è solo gioia, divertimento e passione, è anche disciplina! E' importante capire sin da piccoli quali sono le regole da rispettare, soprattutto quando si fa parte di un gruppo per poter lavorare nel modo migliore.
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